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Gallicano nel Lazio
Gallicano nel Lazio

Gallicano nel Lazio

L’antico insediamento di Gallicano nel Lazio, chiamato Pedum in epoca romana, si trovava all’interno dell’immensa Villa di Cesare la quale si sviluppava tra la via Casilina e la Prenestina. Nel 417 a.C. Furio Camillo sottomise definitivamente la popolazione della primitiva Pedum ai Romani e, il console Gallicano (da cui prese il nome la città moderna), amico di Costantino, vi ci insediò un latifondo poco più tardi.

Nel X secolo l’abitato di Gallicano aveva già un castello che, secondo la testimonianza del diploma di Ottone III, fu ceduto al Convento di S.Andrea al Celio. Nel XI sec. fu appartenuto per un breve periodo al Monastero di S.Paolo per volere di Gregorio VIII, ma tornò presto proprietà del Convento di S.Andrea al Celio. Nel XII secolo Pasquale II donò il feudo ai Colonna e nel XV secolo Giovanni e Niccolò Colonna lo usarono come base per espugnare Roma fino al 1435, quando fu dichiarata la pace tra gli Orsini i Colonna ed il Papato. Ma già nel 1436 Lorenzo Colonna riaprì le ostilità alleandosi con i Savelli e preparando l’assedio dell’Urbe. Il Papa inviò il famoso condottiero Giovanni Vitelleschi per sedare le rivolte esplose nei castelli romani: Gallicano, Passerano S.Giorgio e Zagarolo furono espugnati dal comandante e i rivoltosi cacciati dai loro territori. In seguito Papa Eugenio IV si riappacificò con i Colonna, e Gallicano tornò nuovamente in loro possesso, ma nel 1622 il feudo fu venduto da Pierfrancesco Colonna al Cardinal Ludovisi che a sua volta lo rivendette ai Rospigliosi nel 1670. Fino al 1848 i Rospigliosi-Pallavicini mantennero il possesso di Gallicano, per poi cederlo a Pio XI che, nel 1891, abolì la giurisdizione feudale.

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