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Villa Gregoriana
Villa Gregoriana

Villa Gregoriana

Nel  1826 una spaventosa ondata di piena fa tracimare le acque del fiume Aniene, trascinando via quasi tutte le abitazioni situate nella parte più antica della cittadina laziale. Il disastro induce il governo dello Stato pontificio ad intervenire.
Quasi tutti i progetti presentati propongono la costruzione di muraglioni e argini, deviando le eventuali piene verso emissari; invece Clemente Folchi idea di traforare il Monte Catillo realizzando dei cunicoli che deviano il corso dell’Aniene creando, dopo
un’ardita galleria, una grandiosa cascata.
Il 9 giugno 1832 Gregorio XVI firma l’ordine di esecuzione dei lavori che non si limitano alla sola deviazione del fiume ma anche alla costruzione di due vaste piazze (Piazza Rivarola e Piazza Massimo) congiunte dal solido ed elegante Ponte Gregoriano.
La spesa complessiva, calcolata in 284 mila scudi, è sostenuta per i 3/10 dall’erario, per i 5/10 dai contribuenti dello Stato Pontificio, e per i 2/10 dalla Comunità tiburtina. Il progetto è portato a termine in meno di due anni, a partire dal 6 luglio 1832.
L’inaugurazione ufficiale avviene il 7 ottobre 1835: il Papa Gregorio XVI assiste da un punto, detto “il Trono”, all’eccezionale salto della cascata artificiale gregoriana, così chiamata come l’omonimo ponte e cunicoli.
Si decide di utilizzare il vecchio letto del fiume e le scoscese pareti che lo serrano per realizzare una fantastica passeggiata. In una natura di grande suggestione, tra formazioni calcaree, grotte, anfratti e resti archeologici, viene creato a Tivoli il parco “Villa Gregoriana”.
Nel 1870 il parco passa dal Demanio Pontificio a quello dello Stato Italiano e rimane la principale attrattiva del turismo tiburtino fino alla Prima Guerra Mondiale, anno in cui lo Stato acquisisce Villa d’Este.
Nonostante la singolare bellezza del luogo ed il riconosciuto valore storico artistico, il parco “Villa Gregoriana” è rimasto chiuso al pubblico per molti anni, principalmente a causa della mancata manutenzione, che ha prodotto il grave e diffuso stato di degrado tanto nel patrimonio della vegetazione che nelle strutture.
A partire dal 12 maggio 2005, dopo un lungo intervento di restauro effettuato ad opera del FAI, la Villa è stata aperta a tutto il pubblico interessato a godere delle sue meraviglie.
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Passeggiata Valle delle Cannucceta

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